"La stanza della Gioia" di Cheng Man Ching

Una poesia del Professor Cheng in sua memoria



Così il Professor Cheng disse...

Cheng Mang Ching

Cheng Mang ChingIn onore di Cheng Man Ching una sua poesia tradotta in italiano, testimonianza di una vita vissuta con pienezza e nella coscienza che solo la ricerca della "verità" attraverso lo studio e la conoscenza rende liberi e felici.

Possa la gioia che è eterna riunirsi in questa sala. Non la gioia di una sontuosa festa, che scivola via quando lasciamo il banchetto; né quella portata dalla musica, che ha una durata limitata.
La bellezza di un bel viso è come i fiori: fiorisce per un po', poi muore. Anche la nostra gioventù scivola via rapidamente e se ne va.

No, la felicità duratura non è in queste cose, né nelle tre gioie del Jung Kung*. Dovremmo semplicemente dimenticarle, perché la gioia che intendo risiede in una dimensione diversa.

La gioia è nella crescita continua, nell'aiutare a sviluppare in noi stessi e negli altri i talenti e le abilità con cui siamo nati: i doni del cielo agli uomini mortali. È far rivivere l'esausto così da far ringiovanire ciò che è in declino; così saremo in grado di dissipare la malattia e la sofferenza.

Lascia che il vero affetto e il felice concilio dimorino in questa sala. Cerchiamo di correggere qui i nostri errori del passato e di lasciare andare la preoccupazione per noi stessi. Come i pianeti nel loro corso costante o del drago nel suo percorso avvolto dalle nuvole, entriamo nella terra della salute e camminiamo entro i suoi confini.

Forgiamo noi stessi contro la debolezza e impariamo a essere autosufficienti, senza mai un attimo di pausa. Allora la nostra risolutezza diventerà l'aria stessa che respiriamo, il mondo in cui viviamo; allora saremo felici come un pesce in acque cristalline.

Questa è la gioia che dura, che possiamo portare con noi fino alla fine dei nostri giorni. E dimmi, se puoi: quale maggiore felicità può dare la vita?


Cheng Man-Ching,
New York (USA), 1973
Questa poesia del professor Cheng era appesa nello suo studio di Tai Chi a 87 Bowery di New York.

* “Le tre gioie del Jung Kung” citate nel testo, riflettono una visione tradizionale cinese del mondo e comprendeno: la gioia di essere nati umani, quella di essere nati maschi (ai tempi gli unici a poter ricevere una educazione), e quella della lunga vita. Ma Cheng Man Ching ci fa notare che la felicità non si trova qui, ma nella potenzialità di poter migliorare sempre le nostre abilità e la nostra salute.

Ricerche storico-culturali e traduzione a cura di © Valerio Bellone